Noleggia un’auto executive a Varese.

Ti proponiamo una vasta scelta tra le le auto executive più attuali.
Contattaci subito per un preventivo senza impegno e scopri la nostra convenienza.

TEL. 0332 969378

ALFA ROMEO GIULIA

NOLEGGIA UNA GIULIA

ALFA ROMEO STELVIO

NOLEGGIA UNA STELVIO

BMW 320 TOURING

NOLEGGIA UNA BMW 529

Noleggia un’auto a Varese.

Ti proponiamo una vasta scelta tra le le autovetture più attuali.
Contattaci subito per un preventivo senza impegno e scopri la nostra convenienza.

TEL. 0332 969378

Alcune note sulla città di Varese.

Il Palazzo Estense di Varese fu una residenza di Francesco III d’Este, Duca di Modena e Reggio, amministratore, capitano generale e poi governatore della Lombardia austriaca. Il 20 settembre 1755 il duca venne per la prima volta a Varese con il suo seguito, ospite del marchese Menafoglio; durante questo soggiorno maturò forse la decisione di scegliere Varese per costruire il suo palazzo estivo.

Successivamente, il 23 giugno 1765, riuscì ad ottenere Varese come feudo non trasmissibile dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria.

Storia

In corrispondenza del corpo centrale esisteva già una villa di inizio settecento del ricco commerciante Tommaso Orrigoni. Nel 1765 il duca Francesco la acquistò per rinnovarla ed ampliarla con due ampie ali ad U. Il progetto si ispirò alle dimore italiane ed europee del tempo e per portarlo a termine vennero distrutte alcune case nell’area circostante. I lavori si devono all’ingegnere camerale di Milano Giuseppe Antonio Bianchi che a Varese progettò anche Villa Craven di Seyssel d’Aix. Il Bianchi curò inoltre il progetto del parco di Palazzo Estense, modellato a somiglianza di quello del palazzo imperiale di Schönbrunn.

Dopo la morte del duca e della sua terza moglie, la proprietà passò in eredità alla contessa Rosina von Sinzendorf e quindi a sua figlia marchesa Beatrice Serbelloni. Causa gli oneri per la manutenzione, il palazzo venne affittato alla nobiltà lombarda e straniera in villeggiatura. Il grande piazzale di ingresso, utilizzato prima per esercitazioni militari, venne poi venduto per la costruzione di edifici privati.

Nel 1837 il complesso passò in eredità ai Trivulzio ed alla contessa Cristina Archinto che, tre anni dopo, lo cedette al dott. Carlo Pellegrini Robbioni, che ridisegnò parzialmente il giardino, modificandolo secondo i canoni del romantici dell’epoca, creando nuovi percorsi attraverso la messa a dimora di numerose specie di conifere. Adiacenti all’ala ovest del palazzo furono costruiti anche una filanda e un opificio per la lavorazione della seta.

Nel 1850 l’intera proprietà passò nelle mani di Cesare Veratti, nipote del Robbioni, che proseguì nella trasformazione del parco sino a quando, nel 1882, il complesso venne acquistato dal Comune di Varese e aperto al pubblico l’anno successivo.

RICHIEDI INFORMAZIONI